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CURCUMA: UN ALLEATO DEL NOSTRO BENESSERE

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La curcuma è presente nella storia dell’uomo da circa 4000 anni: si sa che era in uso presso gli Assiri e gli Indiani. Per loro era infatti “jayanti, ossia colei che scaccia le malattie.
Una radice ricca di proprietà

Fino a non molto tempo fa in Occidente la curcuma era ritenuta un alimento poco nobile, trattato quasi con disprezzo con il soprannome di “zafferano dei poveri” per il suo colore; ora questa spezia è uscita dal suo cono d’ombra ed è balzata agli onori della cronaca perchè gli scienziati hanno messo in luce le sue numerose virtù medicinali trasformandola da semplice ingrediente in alimento funzionale.

I principi attivi e gli effetti sulla salute

 

La curcuma contiene curcumina e curcuminoidi, tra cui turmerone, zingiberone e atlantone, i composti farmacologicamente più attivi di questa pianta. Ma ecco più nel dettaglio quali sono le proprietà di questa spezia:

  • la curcumina e i curcuminoidi sono composti fenolici che possiedono un’elevata attività antiossidante, antinfiammatoria e di protezione contro l’insorgenza dei tumori
  • funziona come efficace antiossidante, contribuisce a inibire i processi ossidativi, la produzione di citochine proinfiammatorie e a proteggere l’apparato cardiocircolatorio
  • efficace nel contrastare allergie e disturbi infiammatori e le malattie neurodegenerative
  • combatte le infiammazioni come osteoartriti, artrosi,  infiammazioni muscolari, contusioni, sindrome del tunnel carpale, sciatica, dolori mestruali, disturbi intestinali, dolori post-operatori
  • è nemica dei radicali liberi, stimola il fegato a produrre glutatione, una sostanza antiossidante e antitossica e per questo motivi può essere indicata in caso di eccessivi stress mentali, fisici o ambientali
  • abbatte il colesterolo: contribuisce a limitare i trigliceridi e il colesterolo LDL, mentre aumenta l’HDL
  • contribuisce a ridurre i danni provocati dall’aterosclerosi, proteggendo le pareti dei vasi sanguigni
  • amica del fegato, stimola la produzione di bile e lo svuotamento della colecisti
  • uno scudo per lo stomaco, in quanto è efficace per la secrezione biliare, pancreatica e gastrica
  • difende il cervello, perchè ne favorisce l’ossigenazione, proteggendo questo organo dal danno ossidativo
  • un cosmetico per la pelle, in quanto riduce le imperfezioni dell’epidermide purificandola e dando luminosità all’incarnato
  • preziosa per l’apparato circolatorio, svolge un’azione fluidificante che previene i trombi, gli infarti e le embolie polmonari
  • alleata della linea, contrasta la fame nervosa, in quanto contribuisce a regolare due importanti neurotrasmettitori, la dopamina e la serotonina

Il TUNNEL CARPALE, COS’E’ E COME SI CURA

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Il tunnel carpale è un passaggio stretto e rigido costituito dal legamento e dalle ossa alla base della mano, dove al suo interno passano il nervo mediano e i tendini. A volte l’ingrossamento dei tendini restringono il tunnel e fanno sì che il nervo mediano risulti compresso.

I sintomi della sindrome di solito si manifestano con gradualità: si riscontrano inizialmente frequenti bruciori, formicolii o sensazioni di addormentamento misto a prurito al palmo della mano e alle dita, che poi possono peggiorare creando formicolii anche durante il giorno, con dolore presente all’avambraccio che porta ad una perdita della sensibilità alle dita e nella forza della mano.

La sindrome del tunnel carpale non è a tutti conosciuta, nonostante sia una patologia molto diffusa. Una recente ricerca britannica ha infatti riverificato le stime di tale diffusione ratificando un 3,8% di incidenza a livello mondiale. In Italia questa patologia colpisce circa il 4-5% della popolazione, come negli Stati Uniti e nel resto d’Europa.

La sindrome del tunnel carpale può essere dovuta a molteplici cause, come per esempio:

  • l’ispessimento del legamento trasverso del carpo
  • infiammazione dei tendini dovuta spesso a un eccessivo uso della mano in attività lavorative manuali
  • esiti di fratture al polso o al carpo
  • neoformazioni entro il tunnel carpale come lipomi, fibrolipomi e cisti articolari
  • predisposizione ereditaria alla sindrome
  • fattori ormonali.

L’ultima causa può dare una spiegazione al perché le donne sono maggiormente colpite, con una incidenza di circa 3:1 rispetto agli uomini, per via delle significative variazioni ormonali durante la gravidanza e la menopausa. Raramente si manifestano casi prima dei trent’anni d’età, e il picco di incidenza maggiore si verifica dai 40 ai 60 anni.

Le cure

I farmaci antinfiammatori possono alleviare i sintomi presenti da poco tempo e i diuretici somministrati per via orale possono diminuire il gonfiore, mentre con l’assunzione di cortisone o di un anestetico locale si può ridurre la compressione del nervo dando sollievo immediato e temporaneo ai sintomi.

I farmaci però non bastano, se non associati ad una buona terapia fisica che prevede l’impiego di diverse forme di energia, con tecnologie e strumenti specifici. Diverse sono le tipologie di terapie possibili, come per esempio l’elettroanalgesia e la laserterapia, che hanno azione analgesica. Ci sono inoltre terapie che consistono in serie di metodiche manuali praticate dal terapista e di esercizi terapeutici attuati dal paziente sotto la guida del terapista che mirano al recupero della funzionalità dell’arto colpito.

I tutori  

L’uso di tutori è molto consigliato anche se spesso essi agiscono “passivamente”, bloccando e immobilizzando il polso. Esistono oggi sul mercato anche tutori leggeri che somigliano molto a guanti sportivi e che sono realizzati con morbidi tessuti anallergici. Questi tutori, disponibili in farmacia e nei negozi ortopedici, generano un sistema di forze e pressioni calibrate, che agiscono sulla postura della mano, e che sono in grado di donare un rapido sollievo dai fastidiosi sintomi che si manifestano soprattutto durante le ore notturne rendendo difficoltoso il riposo. L’utilizzo di questi tutori favorisce sia un miglioramento della funzionalità della mano, che il processo di risoluzione della patologia, il tutto lasciando la mano e le dita libere, e senza uso di farmaci.

 L’intervento chirurgico

Se i sintomi durano da più di sei mesi, generalmente si può consigliare anche l’intervento chirurgico, che consiste nel tagliare la fascia di tessuti intorno al polso per ridurre la compressione sul nervo mediano. Sebbene i sintomi risultino alleviati poco dopo l’intervento,  la ripresa completa dalla sindrome del tunnel carpale può richiedere diversi mesi, nei quali, a volte il paziente perde forza poiché il legamento carpale è stato tagliato. Dopo l’intervento dovrà spesso sottoporsi a sedute di fisioterapia per recuperare la forza del polso e della mano.

 

BAMBINI STANCHI

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Tante possibili cause: la stanchezza non va sottovalutata!

Sebbene la stanchezza sia una condizione soggettiva difficilmente definibile, troppo spesso viene sottovalutata. La fatica può avere infatti diverse cause: infezioni batteriche e virali, convalescenza, cambi stagionali, anemia e una scarsa alimentazione.

Alcune malattie croniche possono causare stanchezza, fra cui la celiachia e intolleranze alimentari. Escludendo le cause potenzialmente più gravi, tra le malattie più comuni causa di stanchezza ci sono le infezioni delle vie respiratorie, la febbre, la tosse, l’influenza, il mal d’orecchio, la disbiosi intestinale e l’eruzione dei denti. Anche le apnee notturne causate da tonsillite ingrossate ed adenoidi possono debilitare. Negli adolescenti, un’altra malattia comune spesso sottovalutata è la Mononucleosi infettiva causata dal virus Epstein-Brr. A tutto questo si aggiunge il fatto che bambini e adolescenti sono sempre più stressati, e lo stress provoca stanchezza. Sono sovraccaricati di impegni, attività sportive, pressioni scolastiche e aspettative familiari. Imparano a convivere in fretta con la pressione della competitività, con la mancanza di tempo libero tutto per sé e con i disturbi del sonno, diventati sempre più frequenti con l’avvento dell’iperconnessione digitale (WhatsApp, social, Youtube).

Se si assiste ad una anomalia ripresa della vitalità, i genitori dovrebbero annotare i cambiamenti e riferirli al pediatra. Saper riconoscere i segni permette quindi di intervenire in maniera tempestiva e ridurre al minimo i tanti problemi che la stanchezza può a sua volta causare, come disturbi cognitivi (difficoltà di concentrazione e apprendimento) e sociali (isolamento o aggressività verso gli altri o se stessi).

I RIMEDI NATURALI

È possibile intervenire efficacemente sulla stanchezza più comune utilizzando rimando naturali efficaci riconosciuti. Non solo pianti officinali: i prodotti dall’Apicoltura come miele, polline e pappa reale sono ampiamente utilizzati per risollevare stati di stanchezza ed inappetenza.

La pappa reale è un alimento utile per combattere la stanchezza. Si tratta di una sostanza bianca e viscosa. È costituita prevalentemente da acqua (50/60%) e proteine (18%) carboidrati (15%) lipidi (3-6%) e vitamina; risveglia l’appetito e aumenta il tono generale dell’organismo e ha un’azione benefica sulla crescita e sull’astenia. Alcuni studi hanno dimostrato che migliora le condizioni generali, il peso, l’appetito e l’anemia in bambini nati pretermine.

Studi ci hanno confermato che la pappa reale aumenta l’eritropoiesi, i processi metabolici, la performance e la resistenza. Uno studio pubblicato nel 2016 da alcuni ricercatori dell’Università di Ankara (Turchia), afferma che proprio il consumo di pappa reale e propoli, hanno un doppio benefico per bambini: previene le infezioni del tratto respiratorio superiore e integra preziosi nutrienti di cui i bimbi sono carenti. Tutto questo ridurrebbe anche l’incidenza di episodi di stanchezza.

I ricercatori concludono quindi che un miglioramento nella dieta e un’integrazione funzionale di nutrienti è un metodo efficace e sicuro per contrastare la stanchezza. In caso di spossatezza, quindi, largo ad integratori multivitaminici e multisalini e ad integratori di Ferro e Magnesio, adatti ai più piccoli.

 

VITILIGINE: COS’E’, COME SI CURA E COME SI COMBATTE

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La vitiligine è un disturbo della pigmentazione causato dalla distruzione dei melanociti (le cellule che producono il pigmento) della pelle.Causa la comparsa di chiazze bianche in varie parti del corpo, ma può arrivare a colpire anche occhi, bocca e naso, ossia le mucose.

È una malattia che può colpire entrambi i sessi con un’incidenza pari a 0,5-2% della popolazione mondiale. Questa malattia è imprevedibile, ma non è pericolosa e tantomeno contagiosa; può restare silente per anni o avere progressioni repentine.

Non è purtroppo possibile guarire e non esiste un approccio unico per tutti i pazienti, che dovranno invece trovare la terapia più adatta al proprio caso di concerto con lo specialista dermatologo.

L’obiettivo fondamentale del trattamento è la riduzione del contrasto tra l’area colpita e la pelle sana. La scelta terapeutica dipende da numero, sede e dimensioni delle chiazze, da quanto diffuse sono e dalle preferenze individuali.

 

TERAPIE FARMACOLOGICHE

Numerose terapie farmacologiche, perlopiù topiche, possono ridurre la visibilità della vitiligine. Di seguito, una sintesi di quelle usate più di frequente.

  • Terapia topica: varie creme, anche a base di corticosteroidi (cortisone), possono aiutare a ripigmentare le chiazze bianche, specie quando applicate negli stadi iniziali del disturbo.
  • Fototerapia: le terapie con luce o con laser a eccimeri sono usate anche nel trattamento della vitiligine, benché i risultati possano non essere permanenti.
  • Fotochemioterapia con psoraleni: questa terapia, conosciuta anche come PUVA (psoraleni e ultravioletti A), risulta efficace in molti casi. Lo scopo della terapia PUVA è la ripigmentazione delle macchie. È però una terapia lunga e richiede attenzione agli effetti collaterali, che possono talvolta essere gravi.
  • Depigmentazione: questo trattamento implica lo sbiancamento del resto della pelle, in modo da eliminare il contrasto con le macchie di vitiligine. Può essere il trattamento elettivo nei soggetti affetti da vitiligine su oltre il 50% del corpo. Il paziente applica un farmaco, il monobenzil etere di idrochinone (monobenzene), due volte al giorno sulle aree pigmentate, finché queste non assumono l’aspetto delle zone affette. Sarà necessario evitare contatti diretti (pelle con pelle) con altre persone per almeno due ore dopo ciascuna applicazione, perché il farmaco potrebbe depigmentare il soggetto toccato. L’effetto collaterale più grave di questa terapia è l’infiammazione (arrossamento e gonfiore) della pelle. È anche possibile avvertire prurito o secchezza della pelle. La depigmentazione tende a essere permanente e non è facilmente reversibile. Inoltre, chi si sottopone a depigmentazione rimarrà per sempre particolarmente suscettibile alla luce del sole.

RISO ROSSO FERMENTATO

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Riso rosso fermentato

Molti non sanno che esiste un alimento vegetale, il risso rosso fermentato, con una caratteristica molto particolare che lo rende unico. Contiene, infatti, una molecola, la monakolina K, simile alle statine (i farmaci più utilizzati nel mondo per abbassare il colesterolo).

Il riso rosso fermentato altri non è che il riso comune, denominato oryza sativa che viene fermentato da vari ceppi di un lievito noto come monascus purpureus, un microrganismo che deve il suo nome alla colorazione rossa (è infatti anche chiamato lievito rosso).

E’ un componente tradizionale della cucina e della medicina popolare cinese; è usato come colorante in preparazioni alimentari, tra cui pesce, salsa di pesce, vino di riso, formaggio rosso di soia, vegetali in salamoia, carne salata. In medicina è usato per migliorare la circolazione del sangue, nelle indigestioni, in casi di diarrea.

PRODOTTI AYURVEDICI

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Che cos’è la medicina ayurvedica

La medicina ayurvedica è un complesso sistema medico che comprende aspetti di prevenzione e di cura finalizzati ad allungare e migliorare la vita dell’essere umano in armonia con la natura. “Conoscere la vita” (ayurveda) significa capire che l’uomo, costituito da corpo e mente, sensi e anima, essendo parte integrante della natura al pari di tutte le forme viventi, è sottoposto alle sue leggi anche per quanto concerne salute, malattia, guarigione e morte. Per la medicina ayurvedica, dunque, equilibrio tra uomo e ambiente significa salute, mentre squilibrio sta per malattia.

L’energia vitale, per l’ayurveda, prende il nome di prana. Ogni entità fisica si caratterizza per un habitus, costituito da tre elementi/forze detti doshavata (aria e spazio), pitta (fuoco) e kapha (terra e acqua). In ciascun individuo, queste forze sono presenti in combinazioni sempre diverse. In base a ciò, si preparano i rimedi ayurvedici.

Tracce di medicina ayurvedica e delle sue origini mitologiche, si trovano in testi indiani di più di cinquemila anni fa, ma le testimonianze si fanno più consistenti intorno al 1500 a.C.

Attualmente, una grossa percentuali di indiani ricorre, o ricorre anche, a questa corrente medica che ha guadagnato non pochi adepti anche in altre parti dell’Asia, in Europa e negli Stati Uniti.

Benefici e controindicazioni 

La medicina ayurvedica si prefigge quattro scopi principali: prevenire le malattie, prendersi cura della salute, mantenere lo stato di salute e promuovere la longevità di un individuo. Il medico ayurvedico è in grado di valutare, attraverso la palpazione del polso, il disequilibrio negli stadi iniziali di un soggetto, prima ancora dei sintomi o della comparsa di un disturbo.

Così è possibile intervenire preventivamente fornendo indicazioni specifiche sulle migliori abitudini di vita e alimentari, e sui rimedi atti a ristabilire l’equilibrio psicofisico necessario a mantenere lo stato di salute. La medicina ayurvedica dunque consente benefici relativi a rilassamento, miglioramento della qualità della vita, della respirazione, dell’alimentazione e della pace interiore. Vi sono anche delle controindicazioni, soprattutto relativa alla tecnica del massaggio ayurvedico, da non praticare in caso di febbre, problemi cardiaci e intestinali gravi, gravidanza, infiammazioni cutanee e muscolari e vene varicose.

GLI OLI ESSENZIALI

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Sono miscele di sostanze aromatiche prodotte da molte piante e sono presenti sotto forma di piccolissime goccioline all’interno delle foglie, delle bucce dei frutti, delle resine, cortecce, legni, nei rami e nei semi.

L’aromaterapia è un metodo che utilizza gli oli essenziali estratti dalle varie parti vegetali. La conoscenza e l´utilizzo degli oli essenziali permette di aiutare ed equilibrare i sistemi dell´organismo in maniera naturale, cosi come avveniva in passato, quando l´uomo era piú a contatto e in sintonia con la natura.

I nostri oli essenziali sono puri al 100 % e vengono usati per la cosmesi e il benessere di corpo, mente e anima. Sono tutti prodotti naturali di altissima qualità, fabbricati infatti senza l´utilizzo di pesticidi e fertilizzanti.