Il tunnel carpale è un passaggio stretto e rigido costituito dal legamento e dalle ossa alla base della mano, dove al suo interno passano il nervo mediano e i tendini. A volte l’ingrossamento dei tendini restringono il tunnel e fanno sì che il nervo mediano risulti compresso.

I sintomi della sindrome di solito si manifestano con gradualità: si riscontrano inizialmente frequenti bruciori, formicolii o sensazioni di addormentamento misto a prurito al palmo della mano e alle dita, che poi possono peggiorare creando formicolii anche durante il giorno, con dolore presente all’avambraccio che porta ad una perdita della sensibilità alle dita e nella forza della mano.

La sindrome del tunnel carpale non è a tutti conosciuta, nonostante sia una patologia molto diffusa. Una recente ricerca britannica ha infatti riverificato le stime di tale diffusione ratificando un 3,8% di incidenza a livello mondiale. In Italia questa patologia colpisce circa il 4-5% della popolazione, come negli Stati Uniti e nel resto d’Europa.

La sindrome del tunnel carpale può essere dovuta a molteplici cause, come per esempio:

  • l’ispessimento del legamento trasverso del carpo
  • infiammazione dei tendini dovuta spesso a un eccessivo uso della mano in attività lavorative manuali
  • esiti di fratture al polso o al carpo
  • neoformazioni entro il tunnel carpale come lipomi, fibrolipomi e cisti articolari
  • predisposizione ereditaria alla sindrome
  • fattori ormonali.

L’ultima causa può dare una spiegazione al perché le donne sono maggiormente colpite, con una incidenza di circa 3:1 rispetto agli uomini, per via delle significative variazioni ormonali durante la gravidanza e la menopausa. Raramente si manifestano casi prima dei trent’anni d’età, e il picco di incidenza maggiore si verifica dai 40 ai 60 anni.

Le cure

I farmaci antinfiammatori possono alleviare i sintomi presenti da poco tempo e i diuretici somministrati per via orale possono diminuire il gonfiore, mentre con l’assunzione di cortisone o di un anestetico locale si può ridurre la compressione del nervo dando sollievo immediato e temporaneo ai sintomi.

I farmaci però non bastano, se non associati ad una buona terapia fisica che prevede l’impiego di diverse forme di energia, con tecnologie e strumenti specifici. Diverse sono le tipologie di terapie possibili, come per esempio l’elettroanalgesia e la laserterapia, che hanno azione analgesica. Ci sono inoltre terapie che consistono in serie di metodiche manuali praticate dal terapista e di esercizi terapeutici attuati dal paziente sotto la guida del terapista che mirano al recupero della funzionalità dell’arto colpito.

I tutori  

L’uso di tutori è molto consigliato anche se spesso essi agiscono “passivamente”, bloccando e immobilizzando il polso. Esistono oggi sul mercato anche tutori leggeri che somigliano molto a guanti sportivi e che sono realizzati con morbidi tessuti anallergici. Questi tutori, disponibili in farmacia e nei negozi ortopedici, generano un sistema di forze e pressioni calibrate, che agiscono sulla postura della mano, e che sono in grado di donare un rapido sollievo dai fastidiosi sintomi che si manifestano soprattutto durante le ore notturne rendendo difficoltoso il riposo. L’utilizzo di questi tutori favorisce sia un miglioramento della funzionalità della mano, che il processo di risoluzione della patologia, il tutto lasciando la mano e le dita libere, e senza uso di farmaci.

 L’intervento chirurgico

Se i sintomi durano da più di sei mesi, generalmente si può consigliare anche l’intervento chirurgico, che consiste nel tagliare la fascia di tessuti intorno al polso per ridurre la compressione sul nervo mediano. Sebbene i sintomi risultino alleviati poco dopo l’intervento,  la ripresa completa dalla sindrome del tunnel carpale può richiedere diversi mesi, nei quali, a volte il paziente perde forza poiché il legamento carpale è stato tagliato. Dopo l’intervento dovrà spesso sottoporsi a sedute di fisioterapia per recuperare la forza del polso e della mano.